Impianti a resine chelanti per metalli pesanti

La rimozione dei metalli pesanti dai reflui è una delle azioni preliminari a cui vengono sottoposti gli stessi prima di essere convogliati alla depurazione. In questa applicazione si mira sempre più al recupero di metalli di interesse dai reflui per il valore intrinseco che ne deriverebbe dal loro riutilizzo.

Gli impianti e la modalità operativa sono uguali agli impianti con resine a scambio ionico.

La separazione dal refluo si può attuare con resine a scambio ionico tradizionali o con resine chelanti.

Queste ultime si comportano come resine cationiche forti, con la grossa differenza di riuscire a catturare selettivamente cationi di metalli pesanti, grazie alla presenza di gruppi funzionali solfonici o carbossilici. La proprietà chelante generalmente viene svolta dalla presenza di EDTA nella forma di sale bisodico sulla resina, che scambia il suo idrogenione con il metallo da rimuovere.

Cationi ad alto impatto ambientale, che generalmente è possibile rimuovere con questo tipo di resine, sono Cu++, Ni++, Cd++, Zn++ e Pb++.