Impianti di ossidazione anaerobica con produzione di biogas

La digestione anaerobica è un processo biologico naturale, operato da una complessa comunità microbica, che, in assenza di ossigeno, provoca la mineralizzazione, gassificazione e humificazione delle sostanze organiche; nonostante sia più lenta rispetto ai processi aerobici, risulta economicamente vantaggiosa qualora si trattino reflui concentrati.

Con l’ossidazione anaerobica si raggiungono diversi obiettivi:

  • Stabilizzazione del materiale organico;

  • Distruzione di microrganismi patogeni;

  • Riduzione del volume dei fanghi;

  • Facilitazione per lo smaltimento dei fanghi che possono a volte essere utilizzati come fertilizzanti
  • Recupero del biogas, che contiene circa il 65% di metano, per la produzione energetica.

L’industrializzazione di questo processo naturale ha consentito di passare dall’iniziale concetto di stabilizzazione estensiva della sostanza organica in ambienti naturali a veri e propri processi industriali per la produzione di biogas. I possibili substrati da sottoporre a questo trattamento sono:

  • Acque reflue dell’industria agro-alimentare;

  • Fanghi di supero degli impianti di trattamento delle acque reflue;

  • Deiezioni animali e altra biomassa di natura agricola;

  • Residui organici industriali;

  • Frazione organica di rifiuti solidi urbani.

Il biogas che se ne ricava può avere una composizione variabile con predominanza di metano (50-75%) e anidride carbonica (25-50%). A seguito di opportuni pretrattamenti per la deumidificazione, desolforazione ed eventuale allontanamento dell’anidride carbonica, il biogas può essere utilizzato in impianti centralizzati di cogenerazione di elettricità e calore, nonché per l’autotrazione quando il tenore di metano supera il 95%.